[Immagini sensazionali] Il satiro danzante: il mito che riemerge dal Mare

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La notte del 4 marzo 1998 durante una battuta di pesca il motopeschereccio “Capitan Ciccio”, comandato dal capitano Francesco Adragna, pesca casualmente dai fondali del canale di Sicilia la statua bronzea del Satiro Danzante. Già nella primavera del 1997 sempre lo stesso peschereccio aveva rinvenuto, la gamba sinistra flessa della statua.

L’emozione e la sorpresa dei pescatori nel vedere quegli occhi in calcare alabastrino e quel perfetto corpo uscire dall’acqua nella sua magnificenza fu davvero grande. Il Satiro fin da subito ricevette le prime cure dai pescatori e poi nel 1998 venne affidato alle cure dell’Istituto Centrale per il Restauro a Roma. Nel 2003 a conclusione del restauro l’opera venne esposta a Montecitorio e poi tornò a Mazara del Vallo, dove nella chiesa di Sant’Egidio venne realizzato un allestimento ad hoc per accogliere il prezioso reperto.
Dove attualmente è visibile

Si tratta di una statua originale dell’arte greca di epoca classica o ellenistica. La scultura rappresenta un satiro in un’atteggiamento di danza vorticosa, fortemente flesso sul fianco destro e con il capo estaticamente rivolto verso l’alto. L’abbandono del capo all’indietro, i capelli agitati dal pathos della danza orgiastica, il probabile bicchiere di vino che doveva tenere nella mano sinistra fanno pensare che il danzatore stesse per cadere in delirio.

Nel 2005 il satiro è stato ospitato nel Padiglione Imperiale del Museo Nazionale di Tokyo e poi esposto nel padiglione Italia dell’Expo Universale 2005 di Aichi. La scultura è stata considerata il simbolo italiano dell’“arte del vivere” tema dell’esposizione universale.
Nel 2012 è volato a Londra per la mostra “Bronze” alla Royal Academy of Arts.
Un’opera che continua a viaggiare e che affascina e delizia il mondo con la sua gioia di vivere e la sua bellezza.

Il satiro danzante il mito che riemerge dal mare